Perché si chiama Crohn? Le origini della malattia

crohnQuali sono le origini del morbo di Crohn? E chi ne parlò per primo?

Fu Burrill Bernard Crohn, un medico  nato a New York il 13 giugno del 1884, gastroenterologo, che morì nel Connecticut a 99 anni.

Nel 1932 insieme ai colleghi Ginzburg e Gordon D. Oppenheimer pubblicò sulla rivista JAMA (dell’American Medical Association) un lavoro scientifico che descriveva una malattia gastrointestinale di cui si conosceva ancora pochissimo. Proprio per una delle tipiche collocazione della malattia sui tratti intestinali, nel trattato il morbo veniva ancora chiamato ileite terminale oppure ileite regionale. (io come tanti dei malati di Crohn ho sviluppato la malattia soprattutto nell’ileo, la prima parte dell’intestino che serve ad assorbire i nutrienti).

Ma non pensiate che il nostro Doctor Crohn fosse un vero luminare, almeno all’inizio. Pare infatti che il motivo per il quale venne utilizzato proprio il suo nome fosse il mero ordine alfabetico dei cognomi dei medici firmatari del lavoro scientifico, che vedeva appunto la C di Crohn assicurare al medico il primo posto.

Burrill Bernard Crohn, chi fu costui? In realtà al tempo del trattato pare fosse un semplice medico generico e un chirurgo impiegato in un ospedale di New York, il Monte Sinai, dove nel corso degli anni ebbe l’occasione di incontrare numerosi pazienti affetti da enterocolite. In seguito maturò sempre più esperienze nel settore specifico delle malattie infiammatorie dell’intestino, divenne in un secondo momento primario del dipartimento di gastroenterologia dell’ospedale newyorkese e fu allora che il suo nome iniziò a essere conosciuto anche fuori dagli Stati Uniti grazie ai suoi approfondimenti.

Crohn nei suoi studi partiva dalla convinzione che la malattia definita ‘ileite regionale’ avesse analogie con la malattia di Johne, una malattia dell’intestino che colpisce i ruminanti (bovini e ovini) per l’azione del microorganismo patogeno Mycobacterium paratubercolosis. La sua teoria negli ultimi anni è stata ripresa e sviluppata in diversi studi, alcuni dei quali sono molto recenti (leggi l‘articolo di Focus per approfondimenti).

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