#Getyourbellyout: facciamo vedere la pancia!

imgres-1Io non ne ho il coraggio, lo ammetto. Almeno per ora. E ammetto che quando per la prima volta mi sono imbattuta in questa iniziativa che si chiama #getyourbellyout mi sono commossa. Non vorrei buttarla sul sentimentale, ma il non sentirsi soli è fondamentale per chi a un certo punto della vita si trova a dovere fare i conti con una malattia cronica.

Dunque #getyourbellyout semplicemente invita a scoprirsi la pancia e a mostrare al mondo quello che siamo dopo uno o dopo l’ennesimo intervento chirurgico, senza paura di far vedere le piccole o grandi cicatrici o il sacchetto della stomia, insomma i segni indelebili che molti di noi portano. Ma non ci sono solo le pance di chi soffre di IBD, tutti possono dare un contributo in questo senso mostrando la propria pancia.

Non è facile, io non ci sono ancora riuscita a mostrare le cicatrici. Chissà se prima o poi lo farò. Mi piacerebbe trovare il coraggio.

In un certo senso anche raccontare di sé è mostrarsi per quello che si è, ma l’impatto visivo in un mondo che gira sulle immagini colpisce forse di più.

Mettersi a nudo è una grande occasione. Non solo per sensibilizzare il mondo sulle malattie intestinali croniche, che già basterebbe, ma anche – la metto giù dura ­–­ per cambiarlo, in meglio, perché anche chi non è perfetto può mostrarsi. Altro che pancia piatta! Quelle pance parlano di sofferenza, ma non solo! Parlano di voglia di vivere, di coraggio e di tante emozioni. E insisto che non è una faccenda sentimentale, o almeno non solo.

#getyourbellyout è un’iniziativa worldwide, a cui tutti possono dare il proprio contributo, una dimostrazione di quanta voglia ci sia di uscire allo scoperto.

Per informazioni www.getyourbellyout.co.uk

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