Mamme con il morbo di Crohn: non sentiamoci malate

mamme con il morbo di CrohnC’è una riflessione che facevo sempre quando accompagnavo mio marito in ospedale per donare il sangue: si recava nell’unico reparto in cui c’era gente sana che non era lì per curarsi. Ai tempi non mi era mai venuto in mente di pensare che c’è anche un altro luogo in ospedale dove ci si reca da sani ed è, tranne alcuni casi, il reparto maternità.

Si potrebbe anche aprire una parentesi sulla (troppa) medicalizzazione della gravidanza, ma sta di fatto che anche se solo per i controlli ecografici di routine durante i nove mesi capita di andare in ospedale per sottoporsi a degli esami.

Io che sono abituata a frequentare il reparto di gastroenterologia dell’ospedale Sacco di Milano associo l’idea di “controllo medico” a quello di tortura… entrando in ambulatorio per una visita di controllo negli orari in cui si svolgono gastro e soprattutto colonscopie sembra di essere nel regno degli zombie, e va ancora peggio la volta che tra gli zombie ci siamo anche noi!

E invece, quando va tutto bene, le ecografie durante la gravidanza sono tutta un’altra cosa, sono una festa. Sono le prove generali per quando si stringerà tra le braccia il proprio frugoletto e si potrà dare sfogo a tutto il nostro ‘rimbambimento’, quando faremo versetti e risolini, e ci daremo di gomito per fare a gara a trovare le somiglianze con mamma e papà. E se siamo uno dei due, tireremo l’acqua al nostro mulino negando ogni contraria evidenza.

L’ecografia in gravidanza non serve alle mamme per dare la caccia alle anse intestinali inspessite, a stenosi e complicazioni, ma a sentire il battito del cuore del loro bimbo, a conoscerlo almeno un pochino (oltre naturalmente a verificare – lato medico – che tutto proceda per il meglio).

Insomma, per una volta l’ospedale non ci farà paura! Affronteremo i controlli da persone qualsiasi, e anche se dovremo presentarci per nome e cognome e malattia (Buongiorno, mi chiamo Alessandra Boiardi e ho il morbo di Crohn) ce ne fregheremo del nostro ‘amico’.

Per concludere, la riflessione seria c’è: mamme con il morbo di Crohn, godetevi ogni istante della gravidanza, assaporate quei momenti in cui vedete per la prima volta il vostro piccolo attraverso lo schermo dell’ecografo, dimenticate di avere una malattia cronica e – anche in ospedale – non sentitevi malate ma piene di vita. Se volete, è un consiglio da neo-mamma, è un riscatto da malata di Crohn, è una gioia.

Leggi anche: Sono diventata mamma con il morbo di Crohn

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